La Sicas SA di Chiasso da quasi 50 anni produce succhi di frutta (con un’ampia scelta che va dalle albicocche alle pere, dalle pesche alle arance sino ai più esotici ananas, pompelmo e mango e al pomodoro) e bevande analcoliche perfette per un aperitivo e tisane per addormentarsi. Insomma, l’ideale per la stagione estiva, dove un must è l’apero in compagnia (con un occhio di attenzione alle regole di protezione contro il Coronavirus, magari indossando le mascherine made in Ticino) godendosi il sole e le temperature piacevoli.

Vende a grossisti come Migros e negozi specializzati nei prodotti tipici ticinesi. Per rimanere nel giro e poter ampliare la propria clientela, sempre più spesso vengono richieste delle certificazioni ISO.

La Sicas è certificata ISO 22000, specifica per l’ambito sanitario.

Sono diverse le aziende che grazie al prezioso aiuto della BQS Consulenze sono riuscite ad averla, garantendo così ai consumatori un prodotto completamente sicuro e a loro stessi una procedura che permetta, in caso di problemi, di identificarli e risolverli. La Sicas si è ritrovata senza responsabile qualità e sicurezza alimentare e si è rivolta a Giuseppe Beretta, chiedendogli di riorganizzare il sistema.

La ISO 22000, ricordiamo, è uno standard normativo sviluppato e redatto da un gruppo di lavoro composto da esperti provenienti da 23 paesi e da rappresentanti di organizzazioni quali; la Codex Alimentarius Commision, l’associazione Internazionale degli hotel e dei ristoranti, la Global Food Safety Initiative (GFSI) E LA Confederazione della industrie agro-alimentari dell’unione Europea (CIAA).

Esso, come molte certificazioni simili, si basa sul metodo HACCP, ovvero sull’identificazione dei punti critici di controllo. Si tratta di quei processi, che si trovano in ogni fase della catena produttiva, dall’arrivo delle materie prime sino a quelle legate alla produzione e infine agli imballaggi e alla vendita, che potrebbero causare delle problematiche. Si determinano dei valori soglia che distinguano una situazione ideale da una problematica e si trovano soluzioni. In questo modo, il prodotto finale è controllato, e se sorgono problemi, non si getta via l’intero lavoro ma si corregge puntualmente.
Il metodo permette anche di registrare puntualmente ogni fase e ogni operazione, in modo da ottenere una perfetta rintracciabilità di ogni azione compiuta.

Giuseppe Beretta, come di consueto, deve comprendere con esattezza come funziona la produzione della Sicas, entrando nelle dinamiche dell’azienda con sede a Chiasso, per individuare assieme ai responsabili i punti critici di controllo, stabilire quote e trovare soluzioni, aggiornando dove necessario le procedure.

Da pochi giorni è dunque al lavoro alacremente assieme al responsabile Renzo Nespoli, per garantire a questa ditta storica chiassese, sul mercato coi marchi SUC e Sarasay, di continuare a produrre le sue bibite secondo un metodo preciso e soprattutto aggiornato per la sicurezza di consumatori e produttori.